Ma come faccio a fare tutto?

Mi sono sempre chiesta come riuscire a fare tutto in casa, perché la lista dei lavori è potenzialmente infinita: pulire, spolverare, riordinare, fare il bucato…

Ma questa domanda era più grande di me e mi bloccava. Scoraggiata dall’idea di non riuscire a fare tutto, alla fine non facevo proprio nulla.

Ho impiegato un po’ di anni, ma ora ho trovato la risposta alla mia domanda: “è impossibile fare tutto, ma si può fare abbastanza”, perché comunque fare poco è sempre meglio che non fare nulla, soprattutto se questo “poco” è ben mirato. ^_^

Ci sono alcuni mestieri in casa che danno subito la parvenza di ordine e pulizia: sistemare la cucina la sera, passare i sanitari in bagno, rifare i letti, raccogliere il disordine, spazzare i pavimenti e stare dietro il bucato.

Queste sono le mie priorità: un elenco non troppo lungo di mansioni da svolgere. Mentalmente è più facile da affrontare. So che se riesco a stare dietro a queste cose, il più è fatto. Sento che sono alla mia portata di comune essere mortale.

Poi, nei momenti in cui magari ho un po’ più di tempo, ci aggiungo anche il resto.

Lavoro, ho 2 bimbi piccoli e una casa grande. Non posso pretendere di avere una casa perfetta. Così, ho imparato a convivere – anzi, ad apprezzare – una casa che sia “a posto”.

Cambiare abitudini: perché è così difficile?

È facile dire “da domani cambio abitudini”.

Da domani ci piacerebbe fare attività fisica, trovare più tempo per leggere, tenere la casa sempre pulita e in ordine, prenderci più cura di noi stesse,…

Sono tanti buoni propositi che durano inevitabilmente da un minimo di pochi giorni ad un massimo di pochi mesi.

Perché? Perché è così difficile far diventare nostra una nuova abitudine?

I motivi sono tanti. Uno di questi è che cadiamo in qualche trappola mentale, che ci fa pensare che sia più semplice di ciò che in realtà è.

Guardiamo la nostra vicina di casa che tutte le mattine si alza alle 6 per andare a correre. La vediamo tornare soddisfatta e ripartire poi carica per andare al lavoro. Invidiamo il suo fisico atletico, nonostante non si tiri mai indietro quando è ora di sedersi a tavola. Vorremmo essere come lei quando porta le borse della spesa su per 4 rampe di scale senza avere il fiatone.

A questo punto pensiamo “Se è tutto così bello, da domani lo faccio anch’io!”. Ed è soltanto quando lo viviamo sulla nostra pelle che scopriamo che alzarsi prima dell’alba è faticoso, che ci sono giorni in cui piove, che le salite tagliano il fiato e le discese segano le ginocchia.

Acquisire una nuova abitudine non è una passeggiata. Dobbiamo partire già consapevoli dell’idea che sarà un percorso tortuoso, in cui dovremo affrontare alti e bassi. La carica motivazionale iniziale ad un certo punto calerà e gli ostacoli lungo il cammino saranno sempre più duri da affrontare.

Credo che la chiave per riuscirci stia nel capire che se vogliamo raggiungere un traguardo nella nostra vita non dobbiamo accontentarci della gratificazione immediata (ad esempio starcene a letto fino a tardi a oziare), ma puntare ad un piacere ed un benessere che sono sì più lontani, ma mille volte più appaganti (una vita sana ed un fisico in salute).

Non è facile, me ne rendo conto, ma averlo capito, per me, è già un grande passo avanti. ^_^

Pianificazione dei menù: con me non funziona

menu settimanale meal planning

 

Meal planning: ve ne parlo spesso perché per me è sempre stato un cruccio.

Non riesco mai a tenerlo per più di 3-4 settimane.

Finalmente sono arrivata alla decisione definitiva: ci rinuncio.

Sarà che ho una vita molto piena, ma ecco alcuni esempi di ciò che mi accade quando provo a seguire un menù pianificato:

  • se programmo per cena un pasto con una preparazione un po’ lunga, nel pomeriggio mi accade qualche imprevisto che mi fa fare tardi…e il piano salta;
  • se è in programma un pasto che necessita di ingredienti freschi, per un motivo o per l’altro non riesco ad andare a fare la spesa…e il piano salta;
  • all’ultimo momento, uno dei membri della famiglia non c’è a cena, altri 2 non hanno voglia di mangiare quello che prevede il menù…e il piano salta;
  • ho in frigo troppi avanzi dal giorno precedente da finire…e il piano salta;
  • arriva la nonna con una teglia di parmigiana…e il piano salta;
  • ….

Insomma, nonostante gli indubbi vantaggi, dopo lunghe meditazioni sono giunta alla conclusione che non fa per me: è più lo stress di doverlo preparare e seguire dei benefici che ne ricavo.

[Questo a dimostrazione che gli strumenti organizzativi non sono universali e non vanno bene per tutti allo stesso modo.]

Ammiro profondamente le super donne che riescono a stilare un menù settimanale e poi a seguirlo. Brave, continuate così voi che ci riuscite! ^_^

 

 

 

Al lavoro senza stress

Vi parlo spesso di come sto cercando di riordinare la mia casa e le mie abitudini.

Tuttavia, per avere una vita più semplice e leggera, è necessario essere organizzati anche in ufficio.

Io lavoro in banca, allo sportello. Vi assicuro che si tratta di un lavoro ad alto carico di stress, per tutti questi motivi:

  • è un lavoro a contatto con il pubblico ed il cliente – come è giusto che sia – ha sempre ragione;
  • non è un tipo di lavoro programmabile: io eseguo ciò che mi viene chiesto dai clienti di volta in volta;
  • ricevo richieste dai clienti davanti a me, da quelli che chiamano per telefono e da quelli che scrivono via mail (spesso contemporaneamente);
  • molti dei miei clienti sono ben organizzati, ma altri non lo sono e così arrivano in banca all’ultimo con richieste che vanno eseguite prima di subito;
  • per lavorare ho bisogno di molti “strumenti del mestiere” (computer, timbri, penne, calcolatrice, stampante, contabanconote, cassaforte, telefono…) che creano parecchia confusione attorno a me;
  • gestire denaro è una grande responsabilità: non mi posso distrarre un solo secondo. Se al momento della chiusura giornaliera mancano soldi ce li rimetto io;
  • lavoro in un ambito disciplinato da normative di vario livello e quindi devo sempre essere attenta che ogni mia operazione sia trasparente e consentita.

Ricordo che i primi mesi di lavoro tornavo a casa sfinita dalla tensione.

Ora, fortunatamente, ho imparato a gestirmi meglio e vorrei condividere con voi i miei “segreti”:

  • dovendo lavorare con molti oggetti, tengo accanto a me solo lo stretto indispensabile in modo da potermi muovere con più facilità. A fine giornata, ogni cosa poi torna al proprio posto, per poter ripartire più serenamente il giorno successivo;
  • ho rinunciato a fare affidamento sulla mia memoria. Per ogni richiesta che mi arriva dai clienti ho 3 alternative:
  1. se è urgente e se ne ho la possibilità, la eseguo subito;
  2. se devo eseguirla in giornata, mi scrivo cosa devo fare su un biglietto che tengo accanto alla tastiera del PC finché non la porto a termine;
  3. se devo eseguirla entro una scadenza futura, prendo un appunto e lo metto alla data corrispondente nell’apposito scadenzario che tengo sulla scrivania.
  • sapendo di avere scritto tutto ciò che devo ricordare, la mia mente è libera di concentrarsi solo sull’operazione che sto svolgendo in quel momento, riducendo in questo modo la possibilità di fare errori;
  • cerco la collaborazione dei miei colleghi. Purtroppo non è così semplice e scontato. Negli ultimi anni ho lavorato in diverse filiali dove ho trovato colleghi più o meno disponibili. In questo periodo, ho la fortuna di essere in una filiale in cui ci sono persone meravigliose sempre pronte ad aiutare;
  • sfrutto i momenti tranquilli per portarmi avanti – magari stampando dei moduli che so che mi serviranno nei giorni successivi – oppure per archiviare e fare ordine accanto a me.

Ogni mestiere ha le proprie caratteristiche e le proprie necessità organizzative. Queste sono le mie; quali sono le vostre? ^_^

Uso sempre tutto

Per me, fare decluttering non significa soltanto svuotare gli armadi da tutto ciò che è brutto, vecchio o rotto.

Vuol dire anche liberare cassetti e ripiani da tutti quegli oggetti che solitamente si conservano per le occasioni speciali.

Non ho più nulla “da parte”. Se mi regalano creme, candele, profumi, ecc. li uso e me li godo.

La biancheria e gli asciugamani che prima trascorrevano la maggior parte del tempo chiusi in un armadio perché utilizzati occasionalmente, ora sono diventati la biancheria e gli asciugamani di tutti i giorni.

Lo stesso vale per piatti e bicchieri. Quando abbiamo ospiti, utilizzo lo stesso servizio che usiamo noi in famiglia quotidianamente.

Ma avete idea di quanto spazio sprecavo per riporre oggetti che adoperavo una volta l’anno?? E quando li tiravo fuori avevo l’ansia di rovinarli!!

In casa mia non occupo più spazio per ospiti e/o occasioni particolari: ogni giorno dell’anno è diventato un momento speciale! ^_^