Il primo passo per non procrastinare

Ho notato una cosa: spesso, quando mi trovo di fronte a compiti che non ho voglia di svolgere, in realtà è solo il primo passo che mi blocca.

Cioè, una volta che mi sono “imposta” di cominciare, il lavoro in sé poi non mi pesa affatto.

Mi sono chiesta quindi come risolvere questo inghippo e come superare la difficoltà che ho nel fare il primo passo.

La soluzione che ho escogitato (e che per ora sta funzionando), è quella di portarmi avanti con la prima azione da fare ogni volta che mi è possibile.

Vi faccio 2 esempi:

  • la mattina mi alzo presto per andare a correre (sul tapis-roulant in inverno). Quello che mi pesa alle 5.30 del mattino – soprattutto ora che fa freddo – è l’idea di dovermi togliere il pigiama caldo per mettermi gli abiti adatti alla corsa. Dunque, ormai da un po’ di tempo, semplicemente vado a dormire già vestita per la corsa (tanto comunque mi devo cambiare per mettermi a letto): si tratta di abiti puliti e comodi quindi perché no? In questo modo, quando mi alzo devo solo infilare le scarpe da ginnastica e non ho scuse per non saltare sul tapis-roulant;
  • finalmente da qualche anno ho preso l’abitudine di riordinare la cucina ogni sera. Quello che mi pesa tantissimo però è passare il pavimento. Non so perché: forse perché vedo tutto in ordine e a posto e lo vedo come un lavoro “in più”, un’altra cosa da fare quando potrebbe essere il momento di godermi il mio meritato riposo. Anche qui allora anticipo il primo passo. Prima di mettere a posto la cucina riempio il secchio di acqua calda e detersivo. Una volta che la cucina è sistemata, vedere il secchio già pronto mi fa pensare che ci vuole un attimo per dare una spazzata e poi una passata col mocho e così mi metto all’opera.

Ora vi chiedo: che ne pensate? Avete difficoltà anche voi a fare il primo passo?

Che altre soluzioni avete escogitato? ^_^

 

Migliorare la gestione del proprio tempo con la matrice di Eisenhower

Se anche voi – come succedeva spesso a me – arrivate a sera con la sensazione di aver corso per tutto il giorno senza aver concluso nulla, nonostante liste su liste di cose da fare, forse avete bisogno della matrice di Eisenhower.

Questa matrice è uno strumento semplicissimo, che permette di suddividere le attività da fare in base alla loro importanza e alla loro urgenza.

La matrice si divide in 4 riquadri:

matrice eisenhower gestione del tempo

 

Nel primo riquadro si possono mettere tutte le attività importanti e urgenti da fare subito: ad esempio quando sono le 6 del pomeriggio e dobbiamo ancora decidere cosa cucinare per cena.

Queste sono le attività che ci causano la maggior quantità di stress perché sappiamo che dobbiamo farle (sono importanti) e che abbiamo poco tempo per farle (sono urgenti).

Nel secondo riquadro vanno invece tutte le attività importanti ma non urgenti e che quindi abbiamo la possibilità di pianificare: ad esempio la domenica sera programmare il menù per tutta la settimana successiva.

Queste sono le attività che tendiamo a rimandare, perché sono sì importanti, ma non sono urgenti (quindi è facile non trovare la motivazione).

Al tempo stesso però, sono anche le attività che se svolte con regolarità ci permettono di non finire nel primo riquadro che – come dicevo – è sempre causa di stress.

Nel terzo riquadro mettiamo invece tutte le attività che non sono importanti, ma che sono urgenti: ad esempio telefonare alla nonna per chiederle se vuole unirsi per la cena.

È urgente perché manca poco all’ora di cena, ma non è importante (nel senso che non è importante che siamo proprio noi a farlo), quindi queste sono le attività da delegare. Quindi può telefonare alla nonna nostro figlio o nostro marito.

Infine, nel quarto riquadro rientrano tutte quelle attività che non sono né importanti né urgenti, come ad esempio guardare i video di gattini su Facebook.

Certo, tutti abbiamo bisogno dei nostri momenti di svago e di relax, ma quelle del quarto riquadro sono le attività da evitare quando ci sono altri compiti più importanti e più urgenti da portare a termine.

Insomma, il segreto per una gestione ottimale del tempo sta nel cercare di:

  • dedicarsi alle attività del secondo riquadro,
  • cercando di non finire nel primo,
  • delegando tutto ciò che sta nel terzo,
  • evitando il quarto (almeno finché non si è terminato il resto).

Io cerco sempre di vivere le mie giornate seguendo queste semplici regolette…e voi? In che riquadro trascorrete la maggior parte del vostro tempo? ^_^

 

La Guida Casa 2017 di Nuove Abitudini

Ho lavorato tanto sulla mia casa in questi ultimi anni per alleggerirla buttando via un po’ di oggetti inutili e per fare piccoli interventi di riparazione.

Ora però mi piacerebbe riprenderla in mano daccapo, perché ancora in ogni stanza vedo alcune cose che andrebbero sistemate e che continuo a rimandare con mille scuse.

Vi andrebbe di farlo insieme a me?

Risistemiamo insieme tutta la casa, pochi minuti al giorno per rimetterla a nuovo seguendo la Guida Casa 2017 di Nuove Abitudini!!

Avere la Guida è semplicissimo:

  • potete iscrivervi alla newsletter di Nuove Abitudini qui e riceverla gratuitamente di mese in mese via e-mail (se siete già iscritti allora non dovrete fare nulla, vi arriverà in automatico),
  • oppure, se avete fretta e volete scoprirla tutta subito, in qualsiasi momento la potrete acquistare qui a soli 2,99 €! ^_^

Come funziona?

  • tranne i festivi, per ogni giorno è prevista una piccola missione, veloce e fattibile anche per chi lavora;
  • non si tratta di pulizie domestiche di routine (come rifare i letti, spolverare, ecc.), bensì di veri e propri interventi “straordinari” pensati per chi non è soddisfatto della propria casa;
  • se iniziate più avanti anziché in gennaio, niente paura: vi basterà partire da dove siamo e una volta arrivati al 31 dicembre ri-partirete con le zone della casa rimaste indietro.

Allora che ne dite? Si comincia insieme il 2 gennaio dalla cucina…non lasciatemi sola! 😉

Per ogni dubbio o consiglio non esitate a chiedere!!

 

Il Natale non è…

Il Natale non è una gara a chi fa l’albero più grande. Non è una competizione fra chi decora meglio la casa.

Non si invitano parenti e amici per fare “colpo” su di loro con il servizio di lusso e il pranzo a 12 portate.

Oltre all’ovvio e principale significato religioso, per me il Natale è il momento in cui rallentare e trovare il tempo per le cose davvero importanti.

Queste Feste servono per fare chiarezza, per capire quali sono le persone a cui teniamo davvero e per entrare in profondo contatto con ciò che ci fa stare bene.

A Natale ci si prepara per l’inizio di un nuovo anno, lasciando andare tutta la zavorra che ci rallenta: cattive abitudini, brutti pensieri e rapporti guasti.

Il Natale perfetto è quello con la neve, che copre tutto con un manto di bellezza e con il suo silenzio ferma l’istante come una fotografia. E a noi non rimane altro da fare che rimanere a contemplare la perfezione del momento.

E per voi cosa rappresenta il Natale? ^_^

 

12 trucchi usati dai negozi per farci comprare di più (soprattutto durante le Festività)

Viviamo circondati da pubblicità e da strategie di marketing così ben camuffate che nemmeno ce ne rendiamo conto.

Soprattutto durante le Feste, siamo spinti a acquistare sempre di più, anche quando non ne avremmo bisogno.

Conoscere le strategie che i negozi adottano per farci tirare fuori il portafogli è il primo passo per non lasciarci trarre in inganno.

Queste sono alcuni piccoli stratagemmi a cui spesso non facciamo caso:

  • i prodotti periodicamente vengono cambiati di posto all’interno del supermercato: invece di poter andare a colpo sicuro, ciò ci “obbliga” a girare tra le corsie alla ricerca della farina o della pasta e girando tra gli scaffali potremmo essere indotti all’acquisto impulsivo di prodotti che non avevamo segnato sulla nostra lista;
  • i prodotti sotto-costo fanno da specchietto per le allodole: andiamo al supermercato a acquistare i prodotti in super-offerta e già che ci siamo non riusciamo a resistere alla tentazione di acquistare anche altro;
  • i commessi al banco degli affettati, sempre ben disposte a regalare un pezzo di prosciutto o di pane ai bimbi dei carrelli, così loro stanno buoni e le mamme possono rimanere più tempo dentro al supermercato;
  • carrelli sempre più grandi, i quali ti danno l’impressione che – in fondo in fondo – non hai comprato poi così tante cose;
  • utilizzo di spot in TV o sulle riviste in cui i protagonisti sono persone di successo: ci inducono a pensare che acquistando i loro prodotti anche noi diventeremo come loro;
  • se entri a mani vuote, commessi pronti a metterti in mano un cestino per la spesa, con il quale potrai sicuramente portare a casa una quantità maggiore di prodotti. Inoltre, una volta messo un prodotto nel cestino è quasi come se ce ne dimenticassimo e perdiamo un po’ il senso della quantità;
  • utilizzo di prezzi che finiscono per 99 centesimi: il nostro cervello è sempre di corsa e per risparmiare tempo tende a dare importanza solo alla cifra che sta davanti alla virgola. In questo modo, accade spesso che il detersivo a 2,99 € ci sembri un vero affare rispetto al prezzo di 3,00 €;
  • un’atmosfera rilassante, con belle musiche di sottofondo e luci e addobbi natalizi che compaiono magicamente già a novembre, per farci fare la spesa con calma;
  • gli sconti “a catena”, ossia quelli del tipo “se spendi almeno 50 € ti regaliamo un buono di 10 € per la tua prossima spesa”: in questo modo, nella prima spesa acquistiamo di più per arrivare ai 50 € e nella seconda spesa acquistiamo di più perché tanto 10 € sono gratis;
  • le carte fedeltà, che ci inducono a comprare cose che non ci servono per riuscire a ottenere con i punti altre cose che non ci servono;
  • i dolcetti e altri piccoli prodotti vicini alle casse, che ci colgono in un momento in cui siamo stanchi, le nostre difese sono basse e ci vuole un attimo a buttarli nel carrello;
  • la presenza di hostess che offrono campioni omaggio o degustazioni gratuite: fanno rallentare la nostra corsa coi paraocchi tra gli scaffali e – ancora una volta – il nostro sguardo potrebbe cadere su prodotti che non avevamo previsto di acquistare;
  • offerte in cui i pezzi che si possono acquistare sono limitati (ad esempio “solo 5 pezzi per persona”) ciò ci induce a pensare che se il negozio ha messo questa clausola è perché è un vero affare e teme che i clienti acquistino il prodotto in quantità industriali. Quindi noi, che magari ne avremmo comprati solo 2 o 3, li acquistiamo tutti e 5.

E voi? Riuscite a fare acquisti senza cadere in questi trucchetti?

Ne conoscete altri?